"Il racconto che segue è ispirato a una storia vera, proveniente dalla cronaca italiana di alcuni decenni fa. Riassumendo, la storia è quella di un giovane che si suicida dopo la morte di malattia della sua amata. Ci sono tante storie come questa nell'esperienza, diretta o collettiva, in ciascuno di noi; ma questa mi aveva colpito particolarmente, forse perché, ovviamente in parte (sono ancora qui su questa Terra), una storia simile mi ha guardato da molto vicino ed è ancora struggente oggi il suo ricordo. Questo brano, "Alone again", tratto dal doppio album che ho pubblicato nel marzo 2024 "Fades / Afterlife", è dedicato a questa lontana memoria".
Esistono melodie che nascono sotto una luce perfetta, fatte di armonie che sembrano destinate a non interrompersi mai. Quella tra loro era una composizione così, naturale, vibrante, piena di vita. Ma il destino, a volte, inserisce una dissonanza crudele nello spartito dei giorni. Tutto iniziò come una nota stonata, un malessere sottile che in breve tempo divenne un boato assordante. Lei, la sua musa, la sua luce, si ammalò. La malattia non fu solo un’offesa al corpo, ma un lento spegnersi di quel ritmo che dava senso a ogni loro respiro. Lui non rimase a guardare. Si trasformò in un guerriero dello spirito. Inizialmente, le sue non erano preghiere, ma veri e propri scongiuri. Si rivolse a Dio con la forza di chi crede che l’amore possa riscrivere le leggi della natura. 'Prendi me, ma lascia lei', implorava nel buio delle navate e nel silenzio delle stanze d'ospedale. 'Non spegnere questa musica, è troppo presto per il silenzio'.
Ma il cielo, quel cielo che lui cercava di squarciare con le sue suppliche, rimase muto. Giorno dopo giorno, lui dovette affrontare la prova più dura per chi ama, l’impotenza. Vide la bellezza di lei svanire, i suoi occhi farsi distanti, fino a quando l'ultimo respiro non lasciò la stanza in un silenzio innaturale, un vuoto che nessuna nota avrebbe mai più potuto riempire. Con la sua morte, il mondo di lui smise di suonare. Non c’era più armonia, non c’era più contrappunto. Solo un’assenza che pesava come piombo sul cuore. Vivere in un mondo senza la sua melodia era, per lui, una condanna insopportabile. La solitudine non era solo mancanza; era un rumore bianco che gli straziava l'anima. Convinto che la vita terrena fosse ormai solo un involucro vuoto e che l'unico modo per ritrovare il "suo" suono fosse raggiungerla laddove il tempo non esiste, compì l'estremo gesto.
Non fu una fuga, ma un disperato tentativo di ricongiungimento. Un ultimo, tragico salto nel buio per cercare la luce di lei. Il finale, però, non è scritto nel buio di una tomba. Oltre il velo della sofferenza, oltre il dolore lacerante del distacco, i due si sono ritrovati. In quel luogo che chiamiamo Paradiso, dove non esistono più malattie, né addii, né preghiere inascoltate. Lì, tra le luci di un’alba che non conosce tramonto, le loro anime si sono riabbracciate.
Oggi, quella che sulla terra è stata una tragedia straziante, nell'eternità è diventata una sinfonia perfetta. Un amore che non deve più temere il silenzio, perché finalmente, insieme, sono diventati musica pura.
In breve:
Questo è un racconto ispirato a un fatto di cronaca di molti anni fa
Questo è un elemento tipico della narrativa fantastica, che spesso presenta situazioni in cui la realtà normale si mescola con la realtà magica o straordinaria.
Questo è un elemento tipico della narrativa psicologica, che spesso presenta personaggi con caratteristiche particolari o problematiche della mente o dell’anima.
Questo è un elemento tipico della narrativa romantica, che spesso presenta personaggi innamorati o coinvolti in relazioni sentimentali.
Questo è un elemento tipico della narrativa tragica, che spesso presenta personaggi destinati a una fine infelice o dolorosa.
L.A.M.