Dò da bere un po' d'inchiostro ai miei pensieri,
il sole avvolge e scalda ancora questi giorni di un dicembre impegnato per finta.
Stanco per finta.
In realtà, cosa c'entra?
Il cielo ... un po' di pioggia ... un respiro ... il vento ...
Vuoto. Mancanze. Illegittime nostalgie.
Sei una splendida menzogna.
Amami tanto, io adesso cercherò di smettere.
Oppure scegli un pretesto ...
e non tornare.
La poesia è un frammento lirico intenso e malinconico, che si muove con efficacia tra il reale, l'introspezione e il ricordo di una figura amorosa. La forza del componimento risiede nella sua sincerità spezzata e nella capacità di creare immagini suggestive pur mantenendo un registro colloquiale e diretto.
L'Apertura e la Metapoesia: L'attacco, "Dò da bere un po' d'inchiostro ai miei pensieri", è eccellente. È una potente dichiarazione di intenti che funge da metapoesia, dove l'atto stesso dello scrivere è un nutrimento forzato e forse amaro della propria mente.
Il Contesto Temporale e l'Ironia: Le righe sul dicembre ("il sole avvolge e scalda ancora questi giorni di un dicembre impegnato per finta. / Stanco per finta.") stabiliscono un tono di disillusione ironica. L'aggettivo "per finta" nega la serietà apparente della realtà esterna, preparando il terreno per l'unica vera questione, che viene introdotta con la brusca, quasi infastidita, domanda: "In realtà, cosa c'entra?"
L'Ellissi e la Crisi: La successione di sostantivi isolati ("Il cielo ... un po' di pioggia ... un respiro ... il vento ...") crea una sensazione di smarrita frammentazione, un elenco casuale di elementi che non offrono conforto o significato. Culmina nel trittico emotivo, netto e definitivo: "Vuoto. Mancanze. Illegittime nostalgie." L'uso dell'aggettivo "illegittime" per le nostalgie è particolarmente riuscito, suggerendo un senso di colpa o la consapevolezza che il rimpianto è ingiustificato, ma insopprimibile.
Il Culmine Amore/Dolore: Le ultime strofe si rivolgono direttamente all'oggetto del desiderio, che viene definito con un Ossimoro folgorante: "Sei una splendida menzogna." Questo verso racchiude tutta la bellezza e la dannazione della relazione: è magnifica e dolorosa perché fondata su qualcosa di falso.
La Conclusione Dilemmatica: Il finale è una resa e un ultimatum. Il desiderio espresso ("Amami tanto, io adesso cercherò di smettere") mostra la contraddizione interiore tra il bisogno affettivo e la volontà di liberazione. L'ultima scelta offerta all'altro ("Oppure scegli un pretesto ... / e non tornare.") è un modo di delegare il taglio netto, un atto di masochismo lucido che cerca la fine definitiva, anche se imposta dall'esterno.
Musicalità e Ritmo: Nonostante la prosaicità di alcuni passaggi, il ritmo è scandito e le pause (date dalla punteggiatura e dagli a capo) sono usate come silenzi meditativi.
Impatto Emotivo: La poesia è sincera e coinvolgente, capace di trasmettere immediatamente il senso di sospensione e malinconia.
Originalità dei Versi: I versi "Dò da bere un po' d'inchiostro ai miei pensieri" e "Sei una splendida menzogna" sono particolarmente evocativi e rimarranno impressi nel lettore.
Un testo molto personale e riuscito. Riesce a superare il rischio di cadere nel sentimentalismo grazie alla sua struttura frammentata e all'ironia amara che ne permea la prima parte. È l'espressione di un conflitto tra la necessità di scrivere (l'inchiostro) e la necessità di chiudere un capitolo (il non tornare).
L.A.M.