Scrivere, per me, è stato come prestare la voce al vento: un tentativo di trattenere l’ineffabile tra le righe di un racconto o nel ritmo di un verso. Chiudere il quaderno non significa smettere di sentire o di osservare, ma decidere che, da oggi, la bellezza e il dolore non hanno più bisogno di essere tradotti.
Si può vivere la poesia anche senza scriverla. Si può essere i protagonisti di una storia senza doverla narrare. Questo addio non è un vuoto, ma la libertà di guardare il mondo senza il peso di doverlo descrivere, lasciando che le parole tornino a essere semplici pensieri, leggeri e privati.
Ogni scrittore sa che le storie hanno una fine. Forse questa è semplicemente la mia "storia della scrittura" che giunge all'ultima pagina, lasciando spazio a un nuovo libro tutto da vivere, ma lontano dall'inchiostro.
Grazie per avermi seguito fino a qui.
Livio Amato, 18/01/2026 Dom.
Non sempre chi si ferma è sconfitto.
A volte si appoggia al muro
per sentire il peso dela vita
e poi risalire più forte.
Gli occhi non cercano scuse,
le mani non tremano più.
C'è una bellezza silenziosa in chi resta saldo
mentre il mondo crolla.
L.A.M.