Questo è il testo di "The Knights", brano composto da Livio Amato su testi di Sarah Flint ed eseguito da Livio Amato (sintetizzatori, campionatori) e Sarah Flint (voci e spoken sul finale), incluso nell'album a quattro mani "The Priestess" del 2012.
"Gray clouds my mind when I hear from sadness, when I see that my hard work was worthless. My back still hurts from the knife you stabbed in it. Old friend, what is this friendship? Mother, am I not important? Father, please don't go. And sister, all this pain I feel, I hope you'll never know. For it is taking on a clock I hear, all happy times I hold so dear. Sweet, pungent pain, forget my name, release me from your grip. Your taste, it lingers on my tongue, and even if I try to spit, this sadness sticks like sticky muck. Be wary or you will be stuck. These gray clouds rain, gray rain of pain, and until these storms have passed, this feeling festers in this bottle of a body, for I cannot leave it ask. The end."
(Sarah Flint)
"Nuvole grigie nella mia mente quando sento la tristezza, quando vedo che il mio duro lavoro è stato inutile. La schiena mi fa ancora male per il coltello che ci hai conficcato. Vecchio amico, cos'è questa amicizia? Madre, non sono importante? Padre, ti prego non andare. E sorella (fratello), tutto questo dolore che provo, spero che non lo conoscerai mai. Perché sta prendendo un orologio che sento, tutti i momenti felici che tengo così cari. Dolce dolore pungente, dimentica il mio nome, liberami dalla tua morsa. Il tuo sapore indugia sulla mia lingua, e anche se cerco di sputare, questa tristezza si attacca come fango appiccicoso. Fai attenzione o rimarrai bloccato. Queste nuvole grigie piovono, pioggia grigia di dolore e finché queste tempeste non saranno passate, questo sentimento fermenta in questa bottiglia di un corpo, perché non posso lasciarlo chiedere. La fine."
(Sarah Flint)
Il testo di questa acapella è molto denso e utilizza metafore forti per descrivere il tradimento, l'abbandono e il peso emotivo della depressione.
Ecco una spiegazione delle espressioni chiave e dei temi principali:
1. Il tradimento e il dolore fisico
"My back still hurts from the knife you stabbed in it": Questa è una declinazione della classica metafora "to stab someone in the back" (pugnalare qualcuno alle spalle). L'autrice non descrive solo l'atto del tradimento, ma il dolore residuo che persiste, rendendo il trauma quasi fisico.
"Old friend, what is this friendship?": Qui c'è un forte senso di disillusione. L'uso dell'aggettivo "old" (vecchio) suggerisce una relazione lunga e profonda, ormai distrutta.
2. L'appello ai legami familiari
Le domande poste ai genitori e alla sorella (in realtà avrebbe dovuto essere "fratello") evidenziano un senso di isolamento:
Alla madre: Chiede conferma del proprio valore ("Am I not important?").
Al padre: Esprime la paura dell'abbandono ("Please don't go").
Alla sorella (fratello): Emerge un istinto protettivo; nonostante il suo dolore, spera che la sorella ne resti immune.
3. La sensorialità del dolore
Il testo usa i sensi (gusto e tatto) per rendere la tristezza concreta:
"Pungent pain": Un dolore "pungente" o "acre", qualcosa che non si può ignorare perché irrita i sensi.
"Your taste, it lingers on my tongue": Il dolore ha un sapore che resta in bocca, suggerendo che l'esperienza negativa è stata "masticata" e ingerita, ma non svanisce.
"Sticky muck": La tristezza è paragonata a fango appiccicoso. Non è solo un'emozione passeggera, ma qualcosa in cui si affonda e da cui è difficile liberarsi fisicamente.
4. La metafora del corpo-bottiglia
"This feeling festers in this bottle of a body": Questa è forse l'immagine migliore. Il corpo è visto come un contenitore sigillato (una bottiglia) dove il dolore non può uscire e quindi "fester" (va in putrefazione/suppurazione).
"For I cannot leave it ask": Questa fine suggerisce l'incapacità o l'impossibilità di chiedere aiuto o di "dare voce" (ask) a ciò che sta dentro, lasciando che il dolore rimanga intrappolato.
È un pezzo molto crudo e malinconico.
Abbinare questo testo alla figura della Papessa (II Arcano Maggiore) è stata un’intuizione molto profonda di Sarah, poiché entrambi condividono il tema del mondo interiore, del silenzio e di ciò che resta nascosto sotto la superficie.
Ecco le corrispondenze principali tra le parole di Sarah e il simbolismo della "lama" del tarocco di Thoth:
Il Segreto e l'Inespresso
La Papessa siede tra due colonne tenendo in mano un libro o un rotolo (la Torah) che mostra solo in parte. Rappresenta la conoscenza che non viene gridata, ma custodita.
Corrispondenza: Il verso "this feeling festers in this bottle of a body, for I cannot leave it ask" riflette perfettamente questo stato. Come la Papessa, l'autrice trattiene tutto dentro di sé; il dolore non viene comunicato all'esterno, ma rimane sigillato nel "corpo-bottiglia".
L'Immobilità e l'Attesa
A differenza del Bagatto (azione) o dell'Imperatrice (creatività feconda), la Papessa è statica. Rappresenta l'incubazione, a volte anche il ristagno.
Corrispondenza: Il fango appiccicoso ("sticky muck") e l'avvertimento "be wary or you will be stuck" (fai attenzione o rimarrai bloccato) richiamano il lato d'ombra della Papessa: l'incapacità di agire perché si è troppo assorbiti dal proprio mondo emotivo o dal passato.
La Memoria e l'Inconscio
La Papessa è legata alla Luna e alle acque dell'inconscio. Lei ricorda tutto.
Corrispondenza: Le immagini dei genitori e della sorella (fratello) sono frammenti di una storia personale che la protagonista "custodisce" dolorosamente. Il sapore che resta sulla lingua ("lingers on my tongue") è la memoria sensoriale che non sbiadisce, tipica della natura ricettiva e mnemonica di questo Arcano.
La dualità (Il Grigio)
La Papessa siede spesso tra una colonna bianca e una nera (Jachin e Boaz), rappresentando l'equilibrio (o il conflitto) tra gli opposti.
Corrispondenza: Il colore dominante del testo è il grigio ("gray clouds", "gray rain"). Il grigio è esattamente il punto di incontro tra il bianco e il nero, uno spazio liminale di incertezza e tristezza dove non c'è ancora la luce della risoluzione né il buio totale della fine.
Se la Papessa potesse parlare in un momento di sofferenza, userebbe parole simili a quelle di Sarah: descriverebbe un dolore che non può essere "spuntato" via, ma che deve essere attraversato nel silenzio del proprio corpo.
Rispettivamente dall'Ebraico "Egli stabilirà" e "Nella Forza" sono le due colonne in rame erette nel vestibolo del Tempio di Salomone (7.15-21 7.41-42). Compaiono ai lati della Papessa
La Papessa nei tarocchi è una figura avvolta da mistero e fascino e rappresenta un simbolo ricco di significati e interpretazioni. Ai lati della Papessa si possono notare le due colonne Jachin e Boaz.
L.A. & S.F. cc2012